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Nuovi arrivi nel catalogo Phonocar, con la coppia di finali in Classe D PH320D e PH260D. Non stanchi della montagna di watt erogati dagli amplificatori tradizionali già offerti, in testa il PH5200 da 1300 watt su 2 Ohm, l’azienda rilancia forte e inaugura la Classe D con una coppia dalle notevoli doti dinamiche, ben realizzati e con il classico prezzo “a la Phonocar”, ovvero sempre invitante!
Oltre all’aumento della potenza erogata, la coppia PH-D è stata progettata per dare la possibilità ai fan del marchio (vecchi e nuovi) di utilizzare amplificatori di dimensioni contenute, se rapportati alla potenza erogata, con un consumo di energia più basso e che non scaldassero troppo, così da poterli installare anche negli spazi più ridotti. Tutte soluzioni che la Classe D, che notoriamente richiede una sezione di alimentazione più ridotta, garantisce.
A tutto questo i due PH-D aggiungono anche la possibilità, comune ad un certo numero di finali in Classe D, di poter essere utilizzati “linkati”. In questo modo si riesce a far lavorare una coppia di finali su un solo subwoofer, con un notevole aumento della potenza su quell’altoparlante. Tutte tecniche che gli appassionati di SPL conoscono bene…
A prima vista D PH320D e PH260D si somigliano moltissimo e sono solo i trenta millimetri di lunghezza di differenza a separarli, mentre è forte l’impronta di design ereditata dalla “serie 5”: gli amplificatori di Casa Phonocar che stanno riscuotendo i maggiori successi degli ultimi anni. Alettatura che copre tutto il pannello superiore e laterale, mentre solo una fascia longitudinale dorata interrompe questo motivo: qui un piccolo logo evidenza la tecnologia della Classe D utilizzata e la sigla del modello.
I lati corti ospitano da una parte le connessioni di segnale e i controlli, dall’altra gli ingressi dedicati all’alimentazione e le uscite per gli altoparlanti. Le misure e la robustezza di questi ultimi lasciano tranquilli sul corretto passaggio di così tanti watt verso il…malcapitato subwoofer. Gi
à, potenze elevate: scopriamole insieme. Il più piccolo dei due, il PH260D, ha un dato di targa di 1x460 watt RMS su 4 Ohm che in regime massimo sfiorano già il kilowatt, 850 watt su 2 Ohm (1700 max), 1300 su 1 Ohm (2600 max); mentre il più grande PH320D fa segnare risultati ancora più eclatanti con i suoi 1x600 watt RMS su 4 Ohm (1200 max), 1050 watt su 2 Ohm (2100 max) e 1600 su 1 Ohm (3200 max).
Come anticipato è la soluzione “Link” quelle destinata a spremere la maggior potenza da questa nuova coppia: pensate che due PH260D arrivano ad erogare fino a 1840 e 3400 watt (4 e 2 Ohm), mentre il PH320D fa segnare 2400 e 4200 watt (4 e 2 Ohm). Ce l’avete un subwoofer in grado di tenere testa a questi numeri? È bene sottolineare, a questo punto, che i due PHD hanno dalla loro anche altre caratteristiche tecniche in comune di buon livello, oltre alla potenza…esagerata.
La distorsione misurata, ad esempio, la tanto nota THD (Distorsione armonica totale) che non supera lo 0,5%, mentre il rapporto segnale rumore è maggiore di 90 db, la sensibilità d’ingresso ha un range molto ampio (300 mV-8 V) così da non andare mai in crisi con nessuna sorgente collegata. Per i controlli abbiamo a disposizione la regolazione del bass-boost da 0 a 12 db per una frequenza regolabile tra 30 e 65 Hz; mentre per il crossover di bordo passa-basso è possibile operare tra 30 e 300 Hz con una pendenza di 12 db/ottava. Per il subsonico, controllo sempre importante per un monoblock destinato al subwoofer, possiamo intervenire con un’attenuazione del secondo ordine (ma qui forse si poteva fare qualcosa di meglio..) tra 20 e 55 Hz. Infine un dato che rispecchia perfettamente il quadro delle potenze che vi abbiamo già presentato e che riguarda la dotazione di fusibili per questi ampli: quattro da quaranta Ampere per il 320 e quattro da trenta per il 260. Serve aggiungere altro?!
Il distributore: Phonocar
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Articolo pubblicato
il: 20/10/2006 |
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